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    1/23/2006

    la scelta

    Immagino che in questo momento ti sentirai un po’come Alice che ruzzola nella tana del Bianconiglio

     

    L’esempio calza.

     

    Lo leggo nei tuoi occhi, hai lo sguardo di un uomo che accetta quel che vede solo perché aspetta di risvegliarsi e curiosamente non sei lontano dalla verità.

    Tu credi nel destino Face?

     

    No.

     

    Perché no?

     

    Perché non mi piace l’idea di non poter gestire la mia vita.

     

    Capisco perfettamente ciò che intendi.

     

    Adesso ti dico perché sei qui.

    Sei qui perché intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti, senti solo che c’è, è tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo, non sai bene di che si tratta ma l’avverti, è un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto. È questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando…

     

    Ti interessa sapere di che si tratta? Cos’è?  è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo, è quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore, l’avverti quando vai al lavoro , quando vai in chiesa, quando paghi le tasse, è il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità…

     

    Quale verità?

     

    Che tu sei uno schiavo, Face!

    Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente.

     

    È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre.

    Pillola azzurra fine della storia domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai...

    Pillola rossa resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio...

    Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo, niente di più.

     

    Devi lasciarti tutto dietro Face, paura, dubbi, scetticismo… sgombra la tua mente.

    Una cosa è conoscere il sentiero giusto, un’altra è imboccarlo.

     

    Cerco di aprirti la mente Face ma posso solo indicarti la soglia, sei tu quello che la deve attraversare.marchix_015.jpg

    1/13/2006

    Nebulosa a sorpresa

    Era un po’ che l’astronave Enterprise non si faceva un bel viaggetto nella galassia.

    Diario del capitano: data astrale 83013.

    Abbiamo visitato il pianeta Giannino abitato dai pacifici Babalù che ci hanno rallegrato lo spirito con i loro canti tradizionali. Ora siamo in prossimità del pianeta Samadan e decidiamo di fermarci per una breve sosta.

    C.Kirk: “Attracchiamo allo spazioporto situato sulla seconda luna, è meno trafficato

    Dr.Spock: “Capitano, non ho mai visto una simile accozzaglia di esseri

    Dr.McCoy: “Non riusciremo ad avere un visto in tempi brevi per scendere sul pianeta

    C.Kirk: “Lasciate fare a me, nessuno fa aspettare Kirk

    Dopo un breve consulto su basse frequenze con il console Memus, viene noi concesso di entrare nel vivo della civiltà locale.

    C.Kirk: “Venite, buttiamoci nella mischia…

    Dr.McCoy: “Capitano ,dove appoggiamo le tute termiche?

    C.Kirk: “Tute termiche?!?! Che fate con le tute termiche in mano???

    Dr.Spock: “Pensavamo che la temperatura sul pianeta fosse glaciale…

    C.Kirk: “Siete troppo gli ultimi

    Come sono solito fare entro in simbiosi con il pianeta, facce nuove ed amici di vecchia data si mescolano, la vita pulsa. Mi intrattengo con l’equipaggio di una nave Odyjana, poi incontro la fascinosa Dottoressa Plumper e le dedico il mio tempo, finchè…

    Dr.Spock: “Capitano, non è meglio se alziamo i tacchi?

    C.Kirk: “Cosa c’è Spock? Non le piace la compagnia?

    Dr.McCoy: “Lei capitano è già in sintonia con l’ambiente, noi non ancora

    Dr.Spock: “Infatti io alzerei i … tacchi!

    C.Kirk: “Uff… ma perché non vi rilassate un po’?

    Dr.McCoy: “Difficile rilassarsi con le tute termiche in mano, questa roba pesa!

    Dr.Spock: “Secondo me la cosa migliore è alzare i …Tacchi!

    C.Kirk: “E va bene… concedetemi ancora qualche minuto, per favore

    Dr.McCoy:Meglio andare ora che la situazione allo spazioporto è fluida

    Dr.Spock: “Sento lo smodato bisogno di alzare i TACCHI !!!

    C.Kirk: “Andiamo, andiamo… Spock assuma il comando

    Saluto a malincuore la Dottoressa, butto giù d’un sorso quel che avevo nel bicchiere e si fa ritorno sull’astronave.

    Spock parte subito deciso, il sistema di propulsione dell’Enterprise viene spinto al limite.

    Dr.McCoy: “Gli ultimi aggiornamenti dal comando federale parlano di un intenso traffico spaziale

    Dr.Spock: “Se se… Motori avanti tutta!

    C.Kirk: “Su di noi nemmeno una nuvolaaaa… Su di noi l’amore è una favolaaaa

    Dr.McCoy: “Una boa temporale, a poca distanza da noi, emette un segnale radar…

    Dr.Spock: “Ignoriamolo

    Dr.McCoy: “Forse è un malfunzionamento o forse segnala un pericolo

    Dr.Spock: “Sicuramente è un malfunzionamento… Procedere a velocità WARP!!!

    C.Kirk (imitando Guido Meda): “Spock c’è, Spock c’è, Spock c’è!

    Dr.McCoy: “Una nebulosa di polveri scure è proprio davanti a noi, consiglio prudenza, non vorrei trovare sorprese al suo interno

    Dr.Spock: “Tranquillo, sono solo polveri… VENUSIANE ARRIVIAMOOO

    C.Kirk: “Quello ha tutta l’aria di essere un meteorite bello grosso…

    Dr.McCoy: “Ci viene addosso!!! Impatto stimato fra 30 secondi

    Dr.Spock: “...Dunque... Per azionare i retrofreni, pagina 326 del manuale

    C.Kirk: “Forse oggi è un buon giorno per morire

    Dr.McCoy: “Impatto tra 10 secondi… 7 secondi, 6 secondi, 5, 4, 3, 2, 1… sorridete…

    CHEEEEEEEEEEEEEEESE

    Questa volta Spock l’ha combinata grossa ed il viaggio verso il pianeta delle venusiane si è bruscamente interrotto. L’Enterprise, ormai a pezzi, viene trainata da un rimorchiatore galattico fino al più vicino cantiere navale. Con gli sguardi persi fra le stelle nessuno parla ma già si pensa ad una nuova indimenticabile avventura.

     

    1/6/2006

    collezione autunno inverno

    Michael Face e Tony De Fioris sono lieti di presentarvi…

     

    ZIA MARINA fashion

     

    La linea di caldi maglioni per l’inverno da anni ormai sulla cresta dell’onda.

    ZIA MARINA è stile, ZIA MARINA è un segno di distinzione dalla massa.

    Si riconosce sempre chi veste ZIA MARINA!

    Questi pregiati capi d’abbigliamento che sembrano giungere direttamente dall’Antartide hanno innumerevoli qualità che ora vi andiamo ad elencare.

    Indossando i maglioni ZIA MARINA il vostro calore corporeo non andrà mai disperso, per questo motivo i maglioni vanno indossati seguendo le indicazioni e le modalità d’uso. Mai tenere il maglione per più di 2 ore, mai fare attività fisica indossando il maglione, mai usare più di un maglione alla volta. Chiudendo il maglione alle estremità ne si può ricavare un sacco utilizzabile come thermos durante i vostri pic-nic.

    I maglioni ZIA MARINA riescono ad attutire anche i colpi più violenti, per questo motivo vengono suggeriti a chi devo svolgere lavori pericolosi.

    Molte volte vi sarà capitato di vedere maglioncini nuovi rovinati da macchie di grasso, di unto, chiazze oleose che nessun lavaggio potrà più togliere. Con i maglioni ZIA MARINA questo fastidioso problema viene risolto in modo brillante. Infatti qualsiasi sostanza cada sul vostro maglione viene inglobata all’istante dallo speciale tessuto con cui è realizzato, le eventuali macchie si perderanno in quell’intreccio di greche e colori tipico dei maglioni ZIA MARINA. Anche per quanto riguarda gli odori avviene questo tipo di assimilazione da parte del tessuto, potrete così cospargere il maglione con il vostro profumo preferito e vedrete che l’olezzo che vi contraddistingue perdurerà anche dopo settimane e numerosi lavaggi.

    11/19/2005

    REALITY

    Mi sento inacidito dalla nomination!!

    Sto diventando intrattabile. Credo che il vero motivo sia la precarietà che mi aspetta fuori dalla casa, o dalla cueva, o dall’isola… Insomma da questo schifoso luogo a cui mi sono legato, mio malgrado, in questi anni preferendo le comodità al rischio.

    Sto parlando naturalmente del REALITY che mi vede protagonista e che chiamerò… DINAMICO!

    Contrariamente a quanto si possa pensare, Dinamico è un programma che scorre lento e monotono, vivacizzato talvolta dalle bizzarrie della Grande Sorella dai capelli rossi ( cioè… la produzione).

    La Grande Sorella muove come burattini i partecipanti al gioco, inventa strampalate prove, punisce i trasgressori, vede solo quello che vuol vedere e spesso si rende ella stessa protagonista di simpatici siparietti.

    Definita la regia occulta, passiamo ai partecipanti.

     

    1-     IO - Spigliato, sognatore, estroverso, passionale, allegro con spirito d’iniziativa… insomma uno che con i reality non c’entra niente!

    2-     LA TALPA – Soggiogata dalla Grande Sorella con false promesse, la Talpa vive ormai con un solo scopo: eseguire gli ordini! In sostanza è un essere subdolo che con inganni e menzogne cerca di impedire il quieto vivere agli altri concorrenti.

    3-     IL LULLONE – Privo di una personalità propria il Lullone vive alle spalle degli altri come una sanguisuga. Parla esclusivamente se interpellato ed ha una memoria di ferro. Se messo alla prova tende ad incupirsi e diventa scontroso. Schiavo della Talpa.

    4-     LA COMARE – Affaticata dalla quotidianità, sta sempre a lamentarsi di acciacchi ed imprevisti. Il suo compito principale è quello di dare la colpa a qualcun’altro. Sogna l’America.

    5-     (già eliminato)  EDELWEIS – Il piccolo cetaceo della Val Chiavenna è stato eliminato nella sfida con la Talpa. La causa principale della sconfitta sono sicuramente i continui malanni che hanno colpito il biondo facocero: esaurimento nervoso, mal di schiena, infarto, ecc. Dal carattere instabile, spesso finiva con il riversare fiumi di lacrime ed imprecare contro il destino.

     

    Ho superato prove molto difficili in passato, spesso ero solo contro tutti.

    Ed ora che il Reality è giunto ad un punto morto, ora che serve una scossa, ora che l’audience si è abbassato, ora che piovono critiche sulla produzione… bisogna sacrificare qualcosa o qualcuno.

    Quindi perché sacrificare i fedeli sudditi quando invece c’è un ribelle, ideale da mandare al televoto?

    La Grande Sorella sembra aver preso già la sua decisione… Quando il responso del pubblico?
    11/2/2005

    Ossessione Venusiana

    L’astronave Enterprise viaggia verso mondi lontani anche se ormai la meta è sempre quella.

    Diario del capitano: data astrale 82824 (neanche una settimana dopo).

    In sala comandi con il Dr.McCoy si sta decidendo come e quando affrontare un’altra pericolosa missione.

    C.Kirk: “Sto attraversando un periodo difficile, non sono nelle condizioni psico-fisiche ottimali

    Dr.McCoy: “Capisco la sua situazione Capitano, ma non possiamo rimandare

    C.Kirk: “Spock è rimasto ferito nell’ultima concitata battaglia, è ancora convalescente

    Il Dr.Spock si collega dall’infermeria con l’interfono…

    Dr.Spock: “Capitano, che fate?

    C.Kirk: “Si stava valutando se fare una semplice missione di ricognizione oppure lanciarci in una missione più impegnativa.

    Dr.Spock: “Ora non mi sento in forma, ma non potete andare senza di me

    C.Kirk: “Calma Spock, prima deve rimettersi

    Dr.Spock: “E se facessimo domani?

    Dr.McCoy: “Negativo Spock, non ci sarebbe tempo a sufficienza per il salto nell’iperspazio

    C.Kirk: “Forse è meglio tenersi lontano da quel pianeta per un po’

    Dr.Spock: “Potremmo non avere più occasioni di visitare quel luogo ed abbiamo ancora molto da scoprire

    C.Kirk: “Calma Spock, sento che lei non è al cento per cento

    Dr.Spock: “E se facessimo domani?

    Dr.McCoy: “Negativo Spock

    C.Kirk: “Mi sembra che abbiamo già raccolto sufficiente materiale di studio

    Dr.Spock: “Capitano… ma io DEVO tornare su quel pianeta

    C.Kirk: “Calma Spock, non posso rischiare di perdere un elemento come lei

    Dr.Spock: “E se facessimo domani?

    Dr.McCoy: “Negativo Spock

    Dr.Spock: “Capitano, mi dica che devo fare!!

    C.Kirk: “Va bene, va bene… Partiamo!

    Giunti a destinazione troviamo la città delle venusiane piena di ogni sorta di ospiti provenienti da varie parti del cosmo, in particolare notiamo una nutrita colonia di Talbos.

    Qualche istante e siamo già in azione.

    Io e il Dr.Spock decidiamo di prendere in esame i medesimi esemplari in modo da poter confrontare, in un secondo momento, le nostre esperienze.

    Affrontiamo in sequenza 3 venusiane molto agguerrite, bravissime nell’ipnotizzare la preda, ma molto meno brave quando si tratta di non farsela scappare. Infatti se una preda non viene sottomessa a dovere è molto difficile per una venusiana ripetere l’operazione di cattura.

    Questi continui stress emotivi hanno prodotto in me e Spock una forma acuta di lumachite, era il minimo che ci potesse accadere.

    Il Dr.McCoy ha preferito ancora una volta agire di soppiatto e così facendo è anche riuscito ad ottenere uno di quei codici per liberare le venusiane prigioniere… Grande McCoy!!

    Quando vediamo un individuo, appartenente alla razza dei Lardos, stramazzare al suolo in evidente stato confusionale, io e il Dr.McCoy realizziamo che forse è arrivato il momento di abbandonare la missione.

    Siamo sul punto di lasciare la città quando un’ultima venusiana ostacola la nostra fuga.

    Spock spara con la sua pistola laser e riesce a mettersi al riparo, io cerco di imitarlo ma la mia arma è scarica e la venusiana sembra molto determinata. Il Dr.Spock mi passa la sua pistola… ma ormai è scarica anche questa. Cerco di difendermi con ogni cosa mi capita in mano, la venusiana sembra non cedere, poi però sorride e mi lascia andare.

    Dr.McCoy: “Capitano,  non dovrebbe correre questi rischi!

    Dr.Spock: “Capitano, le ho già detto che lei è uno straccione?

    C.Kirk: “Signori!! Per favore. Mi sento già un cojone per conto mio…

    E L’Enterprise si lascia alle spalle un’altra avventura…

    10/27/2005

    Punto del quasi non ritorno

    L’astronave Enterprise viaggia verso mondi lontani e bla bla bla, dove nessun uomo e` mai giunto prima.

    Diario del capitano: data astrale 82805 (una settimana dopo).

    Siamo nuovamente sul pianeta delle venusiane. Nonostante avessi dimostrato la mia perplessità all’equipaggio, il Dr. Spock e il Dr.McCoy con valide motivazioni mi hanno convinto ad affrontare questa nuova avventura.

    Lo scenario è lo stesso, siamo armati fino ai denti ed in più abbiamo anche assunto un antidoto al mirtillo selvatico di Aldebaran che dovrebbe impedire alle venusiane di manipolare le nostre menti.

    C.Kirk: “guardate quella venusiana!! Che stazza!! Che mole!! Mi piacerebbe analizzare quella.

    Dr.McCoy: “non riesco a captare il suo potere ipnotico

    Dr.Spock: “penso sia una nuova recluta,  forse non ha ancora sviluppato le sue capacità sensoriali

    C.Kirk: “forse sopperisce con la forza fisica alla mancanza di capacità sensoriali… è quello che voglio scoprire!

    La venusiana si avvicina cautamente, non ha la carica delle venusiane più esperte. Il Dr.McCoy e il Dr.Spock si allontanano per non interferire con questo esperimento ma, mentre l’aliena mi conduce alla sua tana, sento le loro parole farmi coraggio…

    Dr. Spock: “ Capitano, lei è un impavido!

    Dr.McCoy: “Lei è meglio dell’Ammiraglio Lapo!” (noto eroe interstellare caduto in battaglia)

    La classica danza ipnotica ha inizio, ma questa volta la mia mente non viene neanche scalfita dai tentativi di sottomissione della venusiana che, rassegnata, mi racconta di essere in realtà una prigioniera!

    Mi dice che non può fuggire finchè è attivo uno scudo d’energia ed il codice per disattivarlo è 349660… mi pare 5… e poi… non ricordo più… Mai una penna quando serve!!

    Esco senza neanche bisogno di usare le armi ma 2 guerrieri STAFF mi aggrediscono… i 50 megatoni della mia pistola laser stavolta sono per loro.

    Incontro McCoy e Spock ma vengo purtroppo strappato alla compagnia dei miei amici da una venusiana di nome Masha, ed è grazie a questo splendido esemplare che mi rendo finalmente conto di quanto una venusiana può essere potente!

    Non sono serviti oltre 100 megatoni per liberarsi di lei, il suo potere mi ha reso schiavo.

    Nei momenti in cui la mia coscienza provava a riemergere, la venusiana stregava i miei sensi anche con gesti quasi impercettibili.

    Il Dr.McCoy sembra essere il più lucido in questa missione. Egli ricerca, verifica , controlla ed al momento opportuno non disdegna il contatto ravvicinato con il nemico.

    Il Dr.Spock studia a lungo la situazione, sembra isolarsi dall’ambiente che lo circonda, impedendo in questo modo alle onde cerebrali delle venusiane di intaccare il suo pensiero. La sua mente è impenetrabile, Spock è una roccia, ma il tentacolo di una venusiana lo sfiora lievemente facendolo capitolare. Non è una venusiana qualsiasi, ma il giovane esemplare già esaminato dal Dottore nella precedente missione. Probabilmente con quel contatto la venusiana ha trasferito in Spock le emozioni passate. Da quel momento il Dr.Spock non è più lui e tenta di difendersi scaricando megatoni a destra e a manca.

    C.Kirk: “Spock, le rimangono munizioni?

    Dr.Spock: “Mmmmh... Sì, Capitano. Ho megatoni a sufficienza per uscire da questo posto infernale

    C.Kirk: “No, perchè… Sai… Cioè… In realtà… Sono rimasto a secco!!!

    Siamo alle corde ormai, ci resta una sola possibilità per farla franca.

    C.Kirk: “Dr.Spock, dobbiamo usare l’arma segreta

    Dr.Spock:La mia o la sua?

    C.Kirk: “Se avessi la mia, l’avrei già usata

    Dr.Spock: “Che Straccione!

    L’arma segreta ha funzionato alla perfezione e siamo sulla via del ritorno.

    10/19/2005

    Spazio, ultima frontiera

    L’astronave Enterprise viaggia verso mondi lontani, alla scoperta di nuove forme di vita e di civilta`, fino ad arrivare la`, dove nessun uomo e` mai giunto prima.

    Diario del capitano: data astrale 82786.

    Stiamo organizzando una spedizione sul pianeta Kaos… cioè… prima era Kaos, ora ha un nuovo nome, un nome ambiguo quasi impronunciabile voluto dai nuovi abitanti del pianeta.

    Infatti, tempo fa, il pianeta è stato invaso dalle venusiane, creature dalle sembianze angeliche che si nutrono della linfa vitale e monetaria delle altre specie.

    La spedizione è quindi rischiosa, ma sono sicuro che l’equipaggio saprà cavarsela.

    Appuntamento in sala comandi, ma il signor Scott, addetto al teletrasporto, non si vede.

    Ebbene sì… con la scusa di una festa di compleanno il signor Scott ci ha tirato un bidone… devo ricordarmi di metterlo in riga.

    Il Dr Spock si presenta in ritardo con una tuta termica non adatta al viaggio… cioè… fosse per me potrebbe mettersi anche uno scafandro ma poi dice di sentirsi sfigato!!

    Si fa prima una capatina sul pianeta Cream con lo scopo di mantenere sane public relations e anche perché il Dr Spock deve fare un bancomat. Il pianeta Cream è quasi deserto, infatti la variazione delle condizioni climatiche ha spinto i viaggiatori spaziali verso altre direzioni. Un drink e si riparte.

    Giunti al pianeta delle venusiane il Dr Spock nota il gran numero di astronavi in orbita attorno al pianeta e rimpiange di non aver cambiato rotta… infatti lui è di casa al Just Planet.

    Rompiamo gli indugi ed entriamo nell’atmosfera. L’aria si presenta subito calda, passiamo attraverso un  lungo e desolato canyon e dietro una parete di roccia rossastra ecco la città delle venusiane adagiata su diverse colline (quante colline!!).

    C.Kirk:“Spock si ricordi che non dobbiamo dare nell’occhio, la nostra è sostanzialmente una missione d’ osservazione.

    C.Kirk:Spock???

    C.Kirk:“Spoooock???

    Dr.Spock:“Sono qui Capitano, le presento questa splendida creatura , dice di chiamarsi Fishnet!

    Liquidata la Fishnet con scuse tanto banali che neanche le scrivo, la missione ha inizio.

    Osserviamo queste deliziose creature sbucare da una densa foschia ed avvicinare ignari viaggiatori che, ad uno ad uno, cadono vittime del loro portentoso potere ipnotico.

    C.Kirk:“Spock devo vedere più da vicino!!

    Dr.Spock:“Capitano è troppo pericoloso, mi sacrificherò io per il bene della scienza

    C.Kirk:“Facciamo così… dividiamoci!! Lei è armato?

    Dr.Spock:“Certo capitano! Inizierò analizzando quell’esemplare giovane, sembra innocuo.

    C.Kirk:“Bene, io invece cercherò di carpire i segreti di quell’altro essere più maturo

    Mi avvicino alla venusiana e subito sento una forza misteriosa impadronirsi di me… non ho più il controllo dei miei movimenti, ormai sono una preda!

    Tutto assume le sembianze di un sogno ora, evidentemente sono stato narcotizzato.

    La venusiana mi conduce in una cella dove ha inizio una sensuale danza rituale, poi si avvicina e i suoi tentacoli mi immobilizzano. Sento le forze che mi abbandonano, serve una reazione! L’ultima mia speranza è usare una tattica diversiva e allora carico la pistola laser e lascio partire un proiettile da 50 megatoni. L’impatto sembra stordire la venusiana…

    La fuga riesce.

    C.Kirk:“Spock!! Grazie al cielo è salvo! Come si sente?

    Dr.Spock:“Non so capitano… è come se la mia mente fosse ancora rapita da quella…

    Ed eccole tornare all’attacco, con più convinzione, con più carica.

    C.Kirk:“mah…?!?! Come sono finito ancora in cella??  Ne vuoi ancora, eh? Prendi questi megatoni!

    E via ! una seconda fuga!

    Dr.Spock: “Capitano mi aiuti!!

    C.Kirk:“Spock !! che le succede?? Come posso aiutarla?

    Dr.Spock: “Mi servono munizioni Capitano!!

    C.Kirk:“Prenda questi megatoni e la faccia finita!

    Dopo poco siamo fuori dalla zona pericolosa e sulla via del ritorno.

    Passando per il canyon desolato vediamo un umano ricurvo su se stesso.

    Dr.Spock:“Capitano guardi!! Tenta di coprirsi il volto!

    C.Kirk:“Evidentemente una permanenza prolungata a contatto con queste creature ha annientato la personalità di quell’individuo.

    Dr.Spock:“Temo non ci sia più niente da fare per lui

    C.Kirk:“Certo che no!!! Senti che odore!!

    Dopo qualche minuto di silenzio…

    Dr.Spock:“Ripensando a questa avventura: mi sento un cojone

    C.Kirk:“Lei ha vissuto un sogno ed ora sta cominciando a capire che era tutto finto… le passerà.

    E l’Enterprise vola verso casa…

     

    9/14/2005

    DJ Face Story

    Quando nasce una passione è difficile capire quanto questa durerà, un mese, un anno, tutta la vita o un istante solamente, cioè giusto il tempo di accorgersi quanto questa sia strampalata. Il Dj Face lo sapeva, dall'alto dei suoi 18 anni, che l'idea di diventare un deejay era solo un capriccio del momento ma non poteva fare a meno di fantasticare e di immaginarsi lassù in consolle, mentre una folla in festa si scatena in barbari cori ( e-eeeeeh, o-oooooh ).
    Era rimasto impressionato (in positivo) quando aveva varcato la soglia del Vertigo Club e scoperto il magico mondo della notte, quell'atmosfera di grande festa, la voglia di esserci, di segnare il tempo, l'entusiasmo nell'avvicinarsi agli altri e alle ALTRE.
    Era Novembre dell'anno 1993 e nelle nostre orecchie rimbalzavano i suoni futuristici e il ritmo incalzante della nuova dance music ( Open your mind, Eternity, Aladino e Ice Mc ), il deejay-time su Radio Deejay era un dovere per gli amici della cassettina (gli ADC), lo Studio Zeta e il Genux cattedrali erette per un dio in vinile.
    Il Dj Face è di Novedo, un paese troppo piccolo per qualsiasi carta geografica, i 18 anni e la conseguente patente sono il suo passaporto per il mondo. Face trascorre l'estate del '94 sgobbando, il premio per tanta fatica è un hi-fi. Due mesi dopo arriva il tanto sospirato mixer, per i piatti ancora qualche mese di attesa, poi, Face rimedia 2 Sherwood con trazione a cinghia a sole 300.000 Lire, l'ideale per imparare!
    Il periodo che segue è scarso di avvenimenti ma ricco d'emozioni; mixare non è semplice e per il nostro autodidatta arriva la sensazione di aver sprecato tempo e denaro. L'impegno e la costanza premiano però il Dj che riesce nell'intento di crearsi le proprie compilation personalizzate, si sente euforico, soddisfatto, eccitato e gasato.
    Distratto da tutto ciò che gli gira intorno, Face mette da parte i suoi dischi , forse anche perchè poco stimolato dalle nuove uscite discografiche.
    Con l'avvento della progressive Face si riavvicina alla sua modesta consolle ( i nuovi mostruosi congegni infatti rendono obsoleto il mixer del Dj).
    Con l'aiuto dei 2 vocalist Alex Negri e Pechno, il Dj Face registra alcune puntate di un programma denominato "SgrezzoTime". Per i nostri eroi è uno spasso!!
    Nevica, è l'inverno del 1996 e finalmente Face riesce a conoscere il direttore di una piccola emittente locale e ad ottenere da lui uno spazio nel palinsesto settimanale.
    La radio è Radio Hinterland Binasco.
    Dopo l'iniziale euforia, le difficoltà e gli impedimenticadono come pietre sul Dj Face: viene abbandonato dai suoi vocalist, scopre che in radio non è possibile mixare e SgrezzoTime viene storpiato in "Senso Unico" ( " è più radiofonico" dicevano). L'avventura dura solo 4 mesi.
    Dopo 2 anni e mezzo Face incontra il Dj Luca che conduce un programma ( Planet Music ) sempre su Radio Hinterland. La collaborazione tra i due funziona subito ma impegni di lavoro costringono il Dj Face ad abbandonare l'amico, che sia la fine di un deejay?
    Solo il tempo lo dirà...